Edenio Rosati
Edenio Rosati

Non ci resta che piangere

Ordinarie disavventure di burocrazia italiana

Recentemente il nostro caro Presidente del Consiglio ha fatto visita alla nuova centrale tecnologica di Poste Italiane. I suoi commenti sono stati entusiastici. Non solo per la nuova infrastruttura, ma anche e soprattutto per i notevoli passi avanti fatti da questa ex-azienda di Stato, una volta entità pachidermica, rifugio di raccomandati ed imboscati, soprattutto abruzzesi, ora punta di diamante delle aziende italiane operanti nelle nuove tecnologie.
Non mi metto a fare facili ironie. Ognuno di noi può raccontare di una raccomandata ricevuta con ritardo, di postini troppo pigri per suonare al citofono, di lunghe ed estenuanti code per riscuotere la pensione. Io voglio raccontarvi un episodio un po' diverso, ma molto, MOLTO, esemplificativo della nuova mentalità in Poste Italiane.
 
Il 13 ottobre scorso ordino dei libri su Amazon.com, era parecchio tempo che non lo facevo, ma ricordavo molto bene della estrema celerità della consegna, tenendo ovviamente conto che si trattava di un pacco che doveva attraversare l'atlantico.
Il sito di Amazon è ancora straordinariamente efficiente e servizievole. Nessun problema con l'ordine, scelgo una modalità di consegna 'media': costo ragionevole, consegna in 8/12 giorni.
Il giorno successivo all'ordine, il 14 ottobre, i server di Amazon mi recapitano una email nella quale mi confermano l'avvenuta spedizione. Ottimo, forse ce la faccio a leggere i miei libri per il weekend di ognissanti.
Il weekend arriva, passa, ma dei libri nessuna traccia. Qualche giorno dopo ci recapitano una lettera. Il nostro pacco è in dogana a Milano e vogliono sapere cosa c'è dentro, a cosa serve, quanto vale, dov'è la fattura, chi sono io, chi è il mittente, di che colore sono i calzini della persona che ha confezionato il pacco.
C'è un modulo prestampato dove, per fortuna, si ipotizza anche che sia un acquisto online e che quindi non si disponga di una vera e propria fattura. Il modulo va compilato e faxato ad un numero o, udite udite, scannerizzato ed inviato via email! Molto, molto hi-tech. Alle poste usano anche la posta elettronica, ottima notizia.
Scannerizziamo il documento compilato, alleghiamo anche l'email di amazon dove sono indicati contenuti e prezzi ed inviamo speranzosi.
La risposta arriva via email rapida e concisa come mai nessun postino potrebbe fare. Grande! Peccato che il contenuto sia piuttosto deludente: l'email è stata respinta dal server perché la casella postale era piena. Sì, avete capito bene. Le poste italiane hanno le caselle di posta così piccole che un allegato da 1Mb le ha messe in crisi. Forse si servono di Aruba, forse hanno una casella gratis di Tin.it. O forse la casella è anche capiente, ma nessuno la scarica. Magari l'impiegato ha preso due giorni di permesso perché la gatta del commercialista di suo cognato ha partorito un nidiata di cinque gattini.
Usiamo il telefono, chiamiamo le poste di Milano, riusciamo a parlare con qualcuno in grado di comprendere il nostro idioma, ci chiedono di rispedire il tutto. Stavolta l'email non viene respinta. Evidentemente i gattini stanno molto meglio.
Ricomincia l'attesa. Una settimana, due…, tre. Decidiamo di richiamare.
Dall'altra parte ci rispondono stizziti che le pratiche di importazione merci da paesi non UE non sono pischillacchere da sottovalutare. Poi c'è il terrorismo che incombe. La crisi, la pioggia di rospi e l'invasione di cavallette. Probabilmente c'era un finanziere che doveva leggere tutte le pagine per controllare che dentro non ci fossero informazioni super segrete sui metodi di costruzione di ordigni di distruzione di massa come le melanzane alla parmigiana. L'impiegato ci categhizza ben bene con uno tono di carta vetrata: come minimo ci vorrà un mese, poi spediranno il tanto ambito plico.
Aspettiamo.
Finalmente, in una fredda mattina di dicembre il postino suona alla nostra porta. Una volta sola, ma non facciamo i difficili. Il pacco è qui! Con un piccolo plus. Ci sono da pagare 12 euro per imprecisate tasse doganali. Il 25% del prezzo dei libri. La cultura costa.
Due mesi. Tecnologia, hi-tech, linee ultraveloci, larga banda, bit & bytes. Due mesi dall'America a qui. Tutto grazie al nuovo e virtuoso spirito di Poste Italiane con la cortese colaborazione di chi pensa di impedire l'arrivo di una bomba H mettendo un impiegato che domanda al destinatario: "non si tratta mica di armi per compiere genocidi?".
 
Questa storia mi ha purtroppo ricordato la leggendaria scena della dogana di "Non ci resta che piangere". Arigustatevela.
 
Pubblicato il 05/12/08

I commenti:

Antonio, il 18/12/2008 alle 11:03, ha scritto:
Mi sono morto di risate, sei un mito. Ciao

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