Edenio Rosati
Edenio Rosati

Riscaldamento globale, raffreddamento personale

Sono su un treno locale sprovvisto di aria condizionata, al termine di un caldo pomeriggio di un autunno che tarda a rivelarsi, almeno sotto il profilo termico. La temperatura esterna sfiora i 26 gradi e la carrozza è piena fino all'inverosimile di viaggiatori.
L'odore che mi assale appena entro è spiacevole. E' l'odore di 50-60 corpi (non tutti ligi alle regole minimali dell'igiene) che respirano e si agitano stipati in un cilindro di metallo che giace sotto il sole da almeno un'oretta e che a malapena contiene una novantina di metri cubi d'aria, forse anche meno.
Insomma un tanfo di aria calda e viziata!
Un rapido sguardo mi conferma ciò che temevo: tutti i finestrini sono chiusi. Mi avvento senza indugi su quello vicino al posto in cui sto per sedere e lo spalanco. Poi apro quello di fronte per creare un minimo di circolo d'aria sostenendo con l'indifferenza gli sguardi perplessi degli altri viaggiatori.
Dopo 10 minuti il treno, finalmente si mette in moto. Chiudo gli occhi e conto mentalmente in attesa che accada: 1, 2, 3, 4, 5...
Al 5 scatta la prima reazione di un passeggero seduto un paio di file indietro che mi chiede, senza troppe cerimonie di chiudere il finestrino. Alzo il vetro riducendone l'apertura ma senza chiuderlo del tutto e mi risiedo. 6, 7... Il passeggero di prima mi "invita" a chiudere del tutto il finestrino, spalleggiato da un altro e sostenuto dallo sguardo consenziente o comunque indifferente della gran parte dei presenti.
A quel punto sono di fronte al più classico dei dilemmi: lasciar perdere per "quieto vivere" e subirsi il tanfo (e la mancanza di ossigeno) fino all'arrivo oppure insistere sfidando l'ostilità di un intero vagone rovinandomi quel pò di tregua che il ritorno a casa mi concede alla fine di una giornata di lavoro?
Opto per la seconda (chi mi conosce non avrà avuto dubbi). Ma cerco di limitare i danni spiegando il perché della mia insistenza: "Scusate ma qual è il problema?" Le risposte sarebbero divertenti se non fossero grottesche: "Troppa aria!" "Fà freddo" addirittura un "Qui si gela"! Abbozzo una replica "Freddo?! Ma state scherzando? La temperatura esterna è quasi estiva e qui dentro è anche peggio!" indicando a gesti l'abbigliamento (spudoratamente estivo) della gran parte degli astanti (una dei quali si sventola apertamente un giornale a mò di ventaglio). Niente da fare. Il popolo degli infreddoliti in servizio permanente effettivo non molla. "Siamo ad ottobre in un treno che corre, vuole mica farci prendere un accidente???!" Non serve, penso io. Se credono che questo treno corra l'accidente l'hanno già preso. Reagisco con foga, appellandomi prima alla democrazia ("Se lei hai il diritto a non avere freddo ne avrò anche io ad avere un pò di ossigeno?") poi alla scienza, come Galileo contro la Santa Inquisizione. Nomino il riscaldamento globale e l'estate infinita che stiamo subendo e cito lo stesso Tg di mezzogiorno che enfatizzava i dati delle temperature esageratemente sopra le medie. Osservo che la mancanza di ossigeno è più rischiosa di un colpo d'aria. Che le malattie virali si diffondono soprattutto nei climi caldi. Nulla. Mi appello al capo treno accorso nel frattempo perché richiamato dal vociare, ma la sua sentenza è tombale: "Se lei non chiude il finestrino non si attiva il sistema di condizionamento automatico". Mi sono arreso. Di fronte alla comicità, ancorché involontaria, anche il mio spirito antagonista e ribelle si placa estasiato.
Mi siedo rassegnato e butto l'occhio su un giornale locale che qualcuno ha dimenticato sul sedile. E' aperto su una pagina interna nel quale un tale Assessore risponde attraverso un'intervista ai genitori preoccupati del diffondersi della nuova influenza che potrebbe esporre a rischio di contagio i ragazzi nelle scuole. "Abbiamo stilato un vademecum con le Autorità sanitarie che distribuiremo nelle scuole e che, se applicato, potrà ridurre notevolmente il rischio di contagio" Al punto tre del vademecum spicca un "Lasciar arieggiare i locali e favorire un frequente ricambio d'aria"!!! Sarei tentato di prendere il giornale e sbatterlo in faccia a quel signore che mi ha imposto di chiudere il finestrino, ma sarebbe del tutto inutile. Se ne convincessi uno, altri sarebbero pronti a sostituirlo. Cento o mille altre persone, che protestano ogni giorno per il riscaldamento globale mentre fanno isterie per il raffreddamento personale. Che bloccano le scuole per paura dei contagi ma sono pronte a sbraitare appena il termostato dei caloriferi scende sotto i 25 gradi. Che si incatenano davanti alle scuole per chiedere sicurezza per gli edifici che ospitano i propri figli, ma si guardano bene di allacciare loro le cinture di sicurezza quando li accompagnano a scuola con l'auto.
Prima o poi qualcuno dovrà farlo: chiedere che il buon senso sia inserito nell'elenco delle medicine sociali esenti da ticket!
Rinuncio alla guerra e mi accascio sul sedile.
Accendo il portatile, inserisco gli auricolari e attacco Bruce a tutto volume.
Non potrà cancellare il tanfo nauseabondo che mi circonda, ma mi isola dall'ipocrisia e dal conformismo che ne è la causa.
Pubblicato il 06/10/09

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