Edenio Rosati
Edenio Rosati

Tutti sbagliamo

Qualcuno però esagera.

Già, sappiamo tutti molto bene che, spesso, avvocati, medici, architetti, elettrauto, imbianchini commettono errori sesquipedali. Errori che non ti aspetteresti da gente che fa da anni quel mestiere, errori che magari avevi anche previsto, ma non potevi credere che tu ne sapessi di più di uno del mestiere. Errori che puntualmente si rovesciano come un secchio di letame sulla testa del povero cliente.

No, non ho intenzione di ammorbarvi con presunti torti subiti. Per quelli scriverò un libro a parte. Però ho da parte un paio di chicche, di piccoli insignificanti episodi che mi hanno divertito e, soprattutto, non hanno danneggiato nessuno.
Vi faccio leggere un estratto da una email, inviata da un responsabile commerciale di una grande, GRANDE azienda italiana ai suoi 'subordinati' sul territorio (le virgolette sono autentiche).
Vi informo che stanno transitando numerose segnalazioni riguardanti l'arrivo sui punti vendita di documenti cartacei che riportano sul fondo la causale "reso per furto".
Vi prego di non considerare "indicativa" questa causale, il magazzino stesso non ha chiara la ragione di questa curiosa dicitura.
Come sarebbe a dire "non ha chiara"? Ce l'hanno messa loro. Cosa stanno a fare lì? Danno l'acqua alle piante? Allevano coleotteri nella sala riunioni? Effettuano rilevazioni sull'altezza media delle bevande calde zampillate della macchinetta del caffè?
Chi è il responsabile? Aveva paura a chiedere a qualcuno che lo sapeva? Per paura dell'influenza A non parla con i suoi colleghi neanche a telefono? Non legge le email perché hai sentito da qualche parte che causano la caduta del desiderio?
Non lo sapremo mai. Magari la risposta è banale. Un semplice errore di digitazione del numero di codice. Solo che nessuno si premurato di farlo notare e l'errore è arrivato fino in fondo.

Questa è la foto di una tastiera di un ascensore di un albergo di alto livello in una nota città turistica italiana:

Quale possibile temporanea paralisi di entrambi gli emisferi cerebrali può aver prodotto un tale risultato? Dove ha studiato ergonomia e industrial design il tizio che l'ha disegnata? Nella Libera Università di Roccapipirozzi? Oppure ha studiato Dalì e Picasso, ma l'azienda l'ha messo a progettare ascensori?
E possibile che nessuno lo ha notato tanto da finire montato e funzionante in almeno un ascensore? E ancora, alla fine qualcuno ha preso a calci il designer, facendolo rotolare per le scale dal 13° piano? Sia chiaro, non è un dramma. Però sono curiosissimo di conoscere la logica che ha guidato il progettista. Se l'ha guidato. Magari se lo guidava gli si poteva fare il test del palloncino.
Mi viene in mente la famosa barzelletta, con le sue infinite varianti:
"Paradiso è dove la polizia è Inglese, i cuochi Italiani, i meccanici Tedeschi, le amanti Francesi e tutto è organizzato dagli Svizzeri.
Inferno è dove la polizia è Tedesca, i cuochi Inglesi, i meccanici Francesi, le amanti Svizzere e tutto è organizzato dagli Italiani.
Ecco, un posto dove un pittore cubista disegna le tastiere può essere davvero l'inferno.
Temo che l'Italia sia diventata quel posto: sono in molti ad improvvisarsi un mestiere, in moltissimi a far finta di niente e nessuno è responsabile dei propri errori.
Pubblicato il 03/11/09

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