Edenio Rosati
Edenio Rosati

Il mondo è fatto a scale

Ma io prendo l'ascensore

Avete presente quegli ascensori situati in luoghi pubblici e grandi uffici? Sì, insomma, quelli che hanno due tasti per chiamarli invece che uno solo, uno con la freccia in alto e l'altro con la freccia in basso. Avete mai notato che spesso si fermano ad un piano, le porte si aprono ma nel pianerottolo non c'è nessuno? Forse no. Già, ma voi non siete come me, non passate la giornate ad arrovellarvi su come funzioni un software, su cosa è sbagliato e cosa si può fare meglio.
Voi non consumate come me gli ultimi neuroni per capire perché agli sportelli delle poste i numeri passino senza apparente motivo da una serie all'altra, non esaurite le ultime energie nervose nel tentativo di pensare ad un software più intelligente nel semaforo che vi tiene incollato ad aspettare il verde quando non c'è una macchina nel raggio di dieci kilometri.
Beati voi.

Ma torniamo all'ascensore.
Immaginate questa situazione: voi prendete l'ascensore al quarto piano per scendere al piano terra. Nell'angusto cubicolo c'è già un gruppo di persone. Le salutate con un impercettibile movimento del capo, abbastanza da non sembrare maleducato, sufficiente a rendere nota la vostra idiosincrasia verso asfittiche discussioni sul cambiamento del clima, l'improvvisa scomparsa delle mezze stagioni e la nostalgia dei bei tempi andati quando c'era l'aria pulita (ma si moriva per un raffreddore).
Il nostro ascensore trotterella verso il basso per qualche secondo e si ferma subito dopo al piano successivo. Il sopracciglio vi si alza manifestando un lievissimo senso di fastidio che, quando scoprite che la fermata è stata inutile vista l'assenza di persone davanti alle porte scorrevoli, si trasforma in un leggero senso di irritazione.
Ecco. Badate a non manifestarlo. Non esplodete con epiteti poco eleganti nei confronti di chi ha fermato senza motivo la vostra corsa verso la destinazione finale. Sarebbe un po' scortese. Sì, perché è molto, molto, probabile, praticamente certo, che il colpevole della fermata extra sia proprio qualcuno di quelli che avete trovato quando siete saliti. Già, perché l'infingardo ora si nasconde dietro una smorfia di plastica agnosticità, ma è stato proprio lui, in precedenza, al terzo piano, a premere entrambi i bottoni, quello per salire e quello per scendere. Il software dell'ascensore, non abbastanza intelligente, non ha capito che il tizio aveva solo fretta tanto da premere compulsivamente i due tasti nella vana speranza che ciò velocizzasse il materializzarsi del diabolico marchingegno. Salendo. l'ascensore si è fermato quindi al suo piano, lui è entrato, ma poi, ha continuato la salita verso il tetto del palazzo. Arrivato al capolinea l'ascensore ha ricominciato la discesa fino ad arrivare al quarto piano dove siete saliti voi per poi rifermarsi al terzo dove il povero software pensava di trovare ancora quel qualcuno che aveva richiesto la discesa premendo il tasto con la freccia in basso.
Dal suo punto di vista, l'infingardo pensa di non aver perso tempo, ha solo cambiato il posto dell'attesa, invece del freddo pianerottolo, un caldo e maleodorante metro quadro, magari provvisto di specchio per aggiustare la chioma ormai rada. Invece tutti hanno perso più tempo, lui, voi e quei poveracci che aspettavano al pian terreno uno stramaledetto ascensore che inspiegabilmente si ferma ad ogni piano.
Se 10 secondi in più per una fermata extra vi sembrano ben poca cosa, allora moltiplicate il tutto per il numero di piani e per tutta la giornata e troverete che l'inefficienza del software avrà procurato fastidi e costi aggiuntivi non da poco. Ergo, il software va assolutamente modificato, rivisto, riscritto.
C'è però un problema, il software non è modificabile. Non c'è modo di cambiarlo, di aggiornarlo. Si tratta di una versione troppo vecchia, sedimentata nel tempo. Tra l'altro la sostituzione andrebbe fatta su ogni singola installazione, non c'è modo di fare un update centralizzato.
Insomma, ci dobbiamo tenere questo ed altri fastidi simili. Anche perché, e questa è la parte peggiore, le nuove versioni che escono quotidianamente hanno tutte lo stesso difetto, soprattutto in Italia.
In conclusione, non c'è modo di eliminare una feature che, installata a fin di bene, è diventata un bug pericolosissimo. Come quale?
Si tratta della funzione "sono-più-furbo-degli-altri" ed è installata di serie in Cervello 1.0 da centinaia d'anni. La faccenda dell'ascensore è solo una minuscola spia, un banalissimo sintomo del bug. Anzi, più che un bug, sembra proprio un virus. Si diffonde senza ostacoli.
E non sembra esserci antivirus adatto.
Pubblicato il 12/12/09

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