Edenio Rosati
Edenio Rosati

Noi ci buttiamo

1 maggio 2010, festa dei lavoratori. Noi lo abbiamo festeggiato in maniera un po’ inconsueta: abbiamo pubblicato il nuovo sito di Tecnova. Sul termine ‘nuovo’ si può discutere, d’accordo. Diciamo che non vogliamo usare l’abusata dizione ‘restyling’, più adatta alla nuova versione della Fiat Ritmo del ’78. L’aggettivo ‘revisionato’ invece ci pareva più adatto ad un vecchio catorcio Peugeot 404 rimesso in sesto per portare sulla capote delle masserizie da vendere nei mercati rionali di Marsiglia. Da evitare come la peste ‘rifatto’, che dalle nostre parti è l’esatto contrario di ‘acerbo’ e ricorda odori e sapori poco piacevoli.
Un buon compromesso sarebbe ‘rinnovato’, forse anche ‘rinfrescato’. Insomma il nostro sito è cambiato un po’: poco nella grafica, poco nei contenuti, poco nella struttura. Ma è cambiato, esattamente come noi stiamo cambiando un po’ pelle.
Non siamo mai stati dei veri informatici, di quelli che vi seppelliscono sotto una montagna di XML, PHP, SQL, e poi ancora odibisì, icsaccatiemmelle, aessepi e quiquoqua. Ora facciamo un altro salto verso il nuovo che avanza. Che poi tanto nuovo non è.
Cavalchiamo anche noi la tigre dei social network. Non perché sia di moda, non solo perché ce lo chiedono, ma perché riteniamo che serva. Perché pensiamo che le aziende debbano coltivare in maniera diversa e più diretta la loro clientela. E perché riteniamo che le aziende abbiano già troppo da fare per poterlo fare in proprio ed allora lo facciamo noi per loro.
Il periodo non è tra i migliori. La ‘congiuntura’ internazionale non sembra destinata a miglioramenti repentini, la lancetta del barometro schizza impazzita tra maltempo e uragano, neanche fosse l’ago di una bussola al polo nord. La luce in fondo al tunnel è ancora una fioca fiammella in balìa dei venti artici, in compenso hanno anche tolto la corrente. E’ come viaggiare sull’A14.
Ecco, la nostra forza è il disarmante ottimismo.

Certo, siamo ottimisti. Siamo ottimisti per natura e per necessità. Siamo ottimisti perché sappiamo fare MOLTO bene il nostro mestiere e quello non ce lo toglie nessuno. Abbiamo anche noi i nostri bravi difetti, sicuramente qualcuno tra noi mette le dita nel naso al semaforo, qualcun altro mangia gli spaghetti aiutandosi col cucchiaio. Ma lavoriamo con passione e senza risparmiarci. Anche i clienti hanno i loro bravi difetti: vogliono il meglio, deve costare poco, lo vogliono subito, ma pagheranno più in là. Lo sappiamo bene, perché siamo anche noi così quando siamo clienti di qualcuno.
Noi ci buttiamo, il salto è mezzo carpiato, quasi svitato. Ma il problema non è il volo, è l’atterraggio.
Avete presente quella vecchia barzelletta? Quella tanto vecchia che, si dice, Giulio Cesare raccontò a Bruto due minuti prima di essere assassinato, e che forse fu il vero motivo dell’assassinio?

Un matto che vuole imparare a volare si getta da un grattacielo. Nella caduta, ad ogni piano sussurra: “fin qui, tutto bene…”
Pubblicato il 03/05/10

I commenti:

Antonio F, il 06/05/2010 alle 13:08, ha scritto:
La barzelletta è anche più vecchia di Giulio Cesare. Però mi sembrava fosse un suicida. Un altro appunto. La Fiat Ritmo è uscita proprio nel '78, è quindi impossibile che ci fosse già un restyling in quell'anno. Dove ritiro il premio di 'Pedante dell'anno'?
Maria Laura, il 11/05/2010 alle 10:14, ha scritto:
Pensa a lavorare, invece di raccontare barzellette! :)
Edenio, il 11/05/2010 alle 12:17, ha scritto:
Il mio lavoro ora è proprio raccontare barzellette. Il problema è che me ne ricordo solo tre e non le so neanche raccontare.
Dici che devo tornare a fare il programmatore?

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