Edenio Rosati
Edenio Rosati

Rete libera e rete gratis

Quando, sui siti web che consulto a tempo perso, leggo certe cose, mi assale un irrefrenabile e profondo stato di tristezza, mista a rassegnazione, con un pizzico di irritazione e sdegno quanto basta.
Se non avete voglia di leggere il link, posso riassumerlo in poche righe: Starbucks, la popolarissima catena di caffetterie, offrirà gratuitamente il servizio Wi-Fi in tutti i suoi punti vendita degli Stati Uniti. Gli Starbucks hanno sempre avuto il Wi-Fi, ma questo non era sempre libero e spesso era limitato nel tempo. Ora invece chiunque abbia necessità di lavorare o passare il tempo connesso ad internet, anche l'intera giornata, potrà farlo semplicemente ordinando un secchio di acqua scura sedendo in una delle migliaia di caffetterie sparse nel territorio americano.

Perché da noi no? Perché da noi Starbucks non esiste. Ok, è vero e non sono neanche sicuro che sia un male, anche se certi cappuccini giganti ricolmi di panna e spruzzati di scaglie di cioccolato mi tentano non poco.
Ma perché da noi non ci si può collegare in qualsiasi altro locale pubblico e consultare la posta mentre si sorseggia un espresso? Perché non posso leggere qualcosa di più su Michelangelo mentre sorseggio una bibita al bar degli Uffizi? Ammesso che agli Uffizi ci sia la caffetteria.
Le risposte sono due: per la legge e per la nostra atavica passione per la furbizia.
Cominciamo dalla prima. La nostra nazione condivide con Cina ed Arabia Saudita il primato della legge più troglodita sull'accesso pubblico ad internet. Subito dopo l'attentato agli autobus di Londra del 2005, siccome si scoprì che gli attentatori si erano serviti di Internet Point per organizzare i loro piani criminali, ci siamo affrettati a promulgare una legge che, di fatto, impedisce l'istituzione di reti wi-fi pubbliche. Per fortuna non si sono incontrati allo stadio, altrimenti bandivano per sempre il gioco del calcio. Però, adesso che ci penso, l'idea non è affatto male.

Ma non divaghiamo, ora, per poter offrire connettività, un gestore tanto folle da tentare l'impresa dovrebbe non solo richiedere la carta d'identità a chi si connette, ma anche conservare i log della sua navigazione. In pratica deve poter mostrare alle forze dell'ordine la lista dei siti che un ipotetico terrorista ha visitato un determinato giorno. Tecnicamente fattibile, d'accordo, ma proprio non ce lo vedo a Zì Gaetano, proprietario del Bar dello Sport di Macchia Valfortore, ad armeggiare con server, autenticazione radius e tabelle sql.
Di solito in Italia, una volta fatta la legge, si trova l'inganno. Stavolta no. Le connessioni wi-fi sono diventate comunissime, ma anche blindatissime. Protette con catene e catenacci, neanche proteggessimo l'oro di Fort Knox. Chi ce l'ha ancora aperta, sappia che è fuorilegge e sappia che non sta infrangendo una banale regolamentazione sull'accensione dei caloriferi durante la stagione invernale. No, sta dando libero accesso a terroristi con barba e turbante che, nottetempo, parcheggiano sotto casa sua e da lì tramano la dissoluzione della civiltà occidentale.
A Londra, dove le bombe le hanno messe davvero non c'è niente del genere. In America, dove dei piloti addestrati col flight simulator hanno centrato due grattaceli nello stesso giorno, non si sognano neanche di imporre un simile legaccio, né di proibire i simulatori di volo.
Nessuno pensi che io stia insinuando un sottile dubbio sulla predisposizione verso la libertà individuale dell'attuale governo. Non è così. Questa legge è passata indenne anche sotto la legislatura precedente. Non si tratta quindi di una precisa volontà politica, ma soltanto di ignoranza. E se ignori ti informi. Se non ti informi neanche allora diventa pura e semplice idiozia. Scusate, sono momentaneamente a corto di eufemismi.

Prima di bollarmi come il solito lamentoso che dà sempre la colpa agli altri per le proprie disgrazie, andiamo a vedere la seconda motivazione. Andiamo a scoprire perché, se un giorno eliminassero questa legge, non avremmo mai internet gratis ed illimitata nel tempo nel bar sotto casa.

Una trentina d'anni fa ero uno studente squattrinato che, assieme ad altri due amici, girava la California viaggiando e dormendo dentro una macchina presa a noleggio. Mangiavamo nei vari fast-food. Era il 1981, da noi non c'era neanche MacDonald's. Lì ce n'erano tantissimi, tutti diversi, ognuno con una sua particolarità. A noi sembrava l'America. Ah già, era l'America.
Ad un certo punto scoprimmo una catena che praticava il cosiddetto "All You Can Eat". Si pagava un tot e potevi mangiare tutto quello che c'era a disposizione nel buffet, finché non scoppiavi.
Eravamo in tre. Sperimentammo la cosa e ci accorgemmo subito che forse potevamo pagare solo due 'pasti' e mangiare comodamente in tre. La cosa funzionò, i responsabili dei ristoranti erano ingenui americani che non pensavano ci potesse essere qualcuno così gretto da approfittare indegnamente di una tale 'falla nella sicurezza'. Visto che funzionava, osammo di più. Con un solo pasto pagato, mangiammo in tre. Anzi, uno di noi si conservò anche uno spuntino da consumare più tardi.
Eravamo giovani ed italiani e pensavamo di essere i più furbi in un mondo di ingenui. Il nostro viaggio finì presto e nessuno si accorse del banale trucco facendoci passare la notte nelle grinfie di qualche sceriffo. Capimmo solo dopo che la nostra furbizia ci dava un vantaggio nel breve, ma una volta estesa avrebbe costretto la società a chiudere sempre di più i rubinetti ed a limitare la nostra libertà.
Insomma, noi eravamo gli stolti, i furbi erano loro a fidarsi degli altri ed a garantirsi libertà e comodità.
Ora proviamo a spostare lo sguardo su un ipotetico bar che offre internet gratis, seduti, in piazza Navona, al fresco d'estate ed al caldo d'inverno, ordinando solo un caffè ristretto.

Io mi ci trasferisco l'ufficio, prima che mi rubino il posto!
Pubblicato il 15/06/10

I commenti:

alessandro, il 15/06/2010 alle 17:42, ha scritto:
mentre leggevo e prima che arrivasse la parte dell'ammerica pensavo all'ammerica vissuta da te ed i tuoi amichetti furbetti... mi raccontasti sta cosa circa 10\12 anni fa... la morale è fine, mi piace... a quando l'avventura in fiorino? tuo alexo
Edenio, il 15/06/2010 alle 17:54, ha scritto:
Sì, la morale è fine, forse anche troppo. Sicuramente un po' troppo moraleggiante, ma si sa, invecchiando si diventa pedanti. Le avventure in fiorino le lascerei al mio socio. :)

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