Gianfranco De Gregorio
Gianfranco De Gregorio

La tautochè?

C’è un’arte sopraffina di cui noi italiani siamo maestri (non ho prove che anche altrove tale perizia sia così comune, ma mi sentirei di escluderlo): quella di affermare banalità spacciandole per contributi intellettuali. Un’arte che gli antichi definivano tautologia, per cercare forse di rendere più nobile il miserevole esercizio dell’ovvietà.
Un’arte nella quale sembrano volersi cimentare in tanti ma nella quale eccelle una particolare categoria di conversazione: l’intervista, specie quella televisiva. E, per essere più precisi di un Argan o di un Bonito Oliva, classificherei come massima espressione di questa significativa forma d’arte neo-italica l’intervista ai calciatori ed ai meteorologi.
Vi chiederete cosa accomuna queste due categorie espressive apparentemente così lontane tra loro, oltre beninteso, alla presunta eccellenza in questione. Due piccoli ma fondamentali elementi direi: entrambi trattano di un argomento di cui si parla molto “prima” ed entrambi di norma possono essere commentati poi adattando i fatti alle rispettive convenienze.
Lo so, lo so. A cercarne di argomenti che hanno in comune queste due caratteristiche ne vengono in mente tantissimi altri (se penso solo alle elezioni...), ma questi due hanno consentito il consolidarsi di una “scuola” di talenti che in Italia non ha pari. 
 
E che ha prodotto capolavori dell’ovvietà da restare senza fiato!
 
Prendiamo il calcio. Dopo l’ambiguo pareggio della nostra nazionale (che eufemismo!) contro i neozelandesi ai Mondiali in svolgimento in Sudafrica una collana di perle brillava sui media italiani. Il “maestro” Iaquinta, pontificando come un sacerdote illuminato dal gol ci illumina con un incredibile: «Dobbiamo vincere l’ultima partita» e Marchisio, da chierichetto disciplinato qual è, aggiunge, col tono di uno che sta per svelare finalmente il Terzo Segreto di Fatima, un’ulteriore perla: «Ora dobbiamo vincere con la Slovacchia». Incredibile, no?! Come avremmo fatto a scoprirlo, mi chiedo stupito di fronte a cotanta genialità!
 
Ok, d’accordo. In un Paese che eroga l’assistenza sanitaria ai boss mafiosi ed un posticino al Consiglio Regionale anche al figlio (pluripetente) di Bossi possiamo negare un gesto di clemenza ai sacri dei del pallone?!! Non sia mai. E dunque passiamo alle domande più impegnative, quelle volte non a commentare le conseguenze delle partite insoddisfacenti ma ad indagarne le cause. Adesso sì ne sentiremo delle belle. Vedremo gli oracoli dare il meglio di sé illuminando le nostre menti ottenebrate. Vai Chiellini, uno “tosto” come te non potrà mai tradirci. E infatti, intervistato dal Corriere il coriaceo difensore centrale degli azzurri sintetizza così la sua illuminate versione dei fatti: «Sapevamo che non era facile». E Montolivo, di rincalzo alla Gazzetta: «Non abbiamo giocato come sappiamo». Ma la  summa conscientia, e non poteva essere diversamente, spetta raggiungerla ad un assennato e pensoso capitan Cannavaro, che ai microfoni di Sky sentenzia lapidario: «Abbiamo finalizzato poco». Wow! Complimenti Fabio, attento a quelle pentalame che sorridendo fai scorrazzare sulle tue guance ogni sera, non vorrei che dopo la barba ed i capelli avessero cominciato a raderti anche quello che c’è sotto!
 
Che bello questo Paese, in cui giornalisti acuti e coraggiosi rivolgono domande intriganti ed originali ai protagonisti della nostra vita quotidiana. Ed ebbri delle loro illuminanti risposte, in un delirio di generosità, le condividono con noi poveri umani a bocca aperta, ansiosi di conoscere la verità e dare finalmente un senso alle cose. Un vero Paese delle Meraviglie nel quale anche noi di Tecnova vorremmo poter vivere. Già mi vedo, moderno emulo di Alice (certo decisamente meno affascinante di lei) rispondere al direttore di banca che ci chiede come mai chiudiamo in perdita e siamo in rosso sul conto con un lapidario: «I nostri concorrenti hanno venduto di più».
Dubito alquanto che tale risposta lo soddisferebbe. E sono certo che nessun giornale la pubblicherebbe, ma la speranza è l’ultima a morire si sa. In fondo un titoletto sul gettonatissimo Bollettino dei Protesti penso che potremmo anche conquistarlo.
 
Ed in attesa di correre in edicola a gustarsi le prossime verità post Slovacchia un bel passatempo a tutti quegli sventurati che stanno leggendo (dimostrando di averne molto da perdere): chi buttereste giù dalla torre, chi dà quelle risposte o chi fa le domande?
 
PS: lo so, vi ho lasciato in sospeso col meteo. A quello dedicherò un altro post, ma solo per stuzzicarvi l’appetito vi cito questa. La domanda che un giornalista di un noto network televisivo nazionale poneva la settimana scorsa per telefono ad un esperto meteorologo (tale Maracchi) era: perché mai l’Anticiclone decide si comportarsi diversamente rispetto a quel che faceva nel periodo 1960-1990? L’esperto lapidario e senza tentennamenti: «La risposta sta nel fatto che è cambiata la circolazione generale dell’atmosfera».
 
Touché.
 
 
Pubblicato il 23/06/10

I commenti:

Enzo (matizia), il 23/06/2010 alle 16:23, ha scritto:
Grazie Gianfranco per aver sì ben sintetizzato buona parte delle dichiarazioni "stupefacenti" (unione di stupidità e deficentismo). I nostri "eroi" strapagati ed osannati hanno dimenticato solo un'altra ovvietà, "hanno perso contro una squadra di dilettanti... bancari e commercianti" e, non se ne vergognano! Ho sentito anche che alcuni - "giornalisti acuti e coraggiosi" - hanno sottolineato che gli avversari erano "grossi"... mi sono chiesto: ma, allora, se in campo fossero solo apparsi gli All Blacks ...i nostri avrebbero rinunciato anche al calcio d'inizio; alla Ka Mate sarebbe già scoppiato il panico ed iniziato il fuggi fuggi generale?. :-)))) Non tardare con il prossimo post sul "meteo"

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