Edenio Rosati
Edenio Rosati

Stretta la banda, larga la via...

Il problema dei servizi è che è difficile 'misurarli': "Mi dà un kilo di consulenza sul web marketing per cortesia? Mi raccomando, ben cotta, ma non bruciata. No, non quella, mi dia quell'altra più bassa. Grazie". No, certi servizi è proprio difficile misurarli.
Quando i servizi diventano personalizzati, quando si sconfina nell'artigianato o addirittura nell'arte, pensare di pesare una prestazione un tanto al metro è decisamente improponibile.
Insomma, dove la 'qualità' prevale sulla 'quantità' non c'è verso di introdurre una forma decente di misurazione, per dargli un prezzo bisogna arrendersi alla percezione del valore che i due contraenti (venditore e cliente) hanno del 'bene'.
Siccome è troppo complicato, spesso si usa un metodo rigorosamente scientifico elaborato presso la Facoltà di Scienze Statistiche dell'Università di Pietracatella. Il metodo ha un nome piuttosto comune: ACDC. Il significato è però non è attinente alla corrente continua ed alternata, né è connesso in alcun modo al popolare gruppo rock australiano. Si tratta invece di un acronimo che fa esplicito riferimento all'organo riproduttore maschile dell'animale più fedele all'uomo.

La lunga premessa ci serviva per introdurre un lodevole tentativo di misurazione. Il sito si chiama "www.misurainternet.it" . Non è una bufala, è una cosa seria. Il nome è effettivamente pomposo e fuorviante. I servizi di connessione sono sicuramente più misurabili, L'obiettivo è comunque ambizioso ed ammirevole. I risultati? Vedremo.
Il tutto è un'iniziativa dell'AGCOM (Autorità per le Garanzie nella Comunicazione) e permetterà ad ognuno di noi di misurare la qualità della connessione ad Internet. Verificherà cioè se i 20Mbit che ci sbandierano davanti quando ci vendono una connessione sono reali o sono solo una trovata di marketing.
Il sito ci fa scaricare un software che, installato sul proprio PC, effettua una vera e propria analisi ragionata sulla velocità, sui tempi di risposta, sul grado di intorpidimento della nostra connessione alla grande Rete. Il tutto è realizzato in collaborazione con i maggiori fornitori italiani di connettività, da Telecom Italia in giù. O in su, dipende dalla vostre esperienze con l'ex monopolista.

Tutto bello, persino il nome: Ne.Me.Sys., acrononimo di Network Measurement System, ma anche 'nemesi', Dea della popolosa mitologia greca, ma che in italiano è diventata sinonimo di 'giustizia riparatrice', o qualcosa del genere. Ed è proprio la giustizia quello che il sistema vuole introdurre, direi quasi una vendetta.
Finalmente! Non più bestemmie su tutti i filosofi dell'ottocento tedesco perché Facebook impiega due ore per caricare la pagina ufficiale di Anna Tatangelo. Mai più imprecazioni alla luna, ai 9 pianeti compreso Plutone e ad Alpha Centauri perché il video di Youtube con delle distinte signore impegnate a parcheggiare in retromarcia singhiozza come un motore senza benzina.
Ora potremo misura ufficialmente la nostra rete e se è solo un po' peggiore di quanto ci avevano detto, partiremo con la nostra disdetta al fornitore truffaldino.
A leggere un po' più a fondo però, tutto perfetto non è. Ti pareva. Innanzitutto il software deve funzionare ininterrottamente per almeno 24 ore, ma può anche arrivare a 3 giorni. Si chiede poi di 'limitare' l'uso di applicativi, tenere spento il Wi-Fi, tenere spenti gli altri PC, nonché IPTV e VoIP. E visto che ci siamo, non azzardatevi ad accendere il micro-onde, tenete basso il volume del televisore e, se vi radete col rasoio elettrico, evitate di rifinire le basette (con rasoio manuale non ci sono problemi, ma usate poca schiuma).
D'accordo, d'accordo. E' anche giusto, se state scaricando a tutta manetta l'ultimo film di Vanzina in Blu-Ray, non potete pretendere che la misurazione sia corretta. Però il VoIP? Devo rinunciare al telefono? Mi sembra un po' troppo, è una funzionalità fornita con il servizio, non potete escluderla.
Comunque, se dopo aver spento tutto ed aver mangiato Simmenthal per tre giorni Nemesi vi dice che invece dei 7mega previsti dal contratto ne avete solo la metà, allora potete partire con la disdetta.
Anzi no. Il regolamento vuole che la prova sia ripetuta due volte. Altri due giorni a pane e nutella, isolati dal mondo e finalmente potete sbattere in faccia al vostro fornitore quei miseri 3Mbit che vi elemosinano da anni.
Anzi no. Leggo tra le carte che i valori da raggiungere non sono quelli nominali. Cioè, quei 7Mbit scritti belli grandi sulla pubblicità, nei fogli dei contratti che nessuno legge, diventano sempre dei 2Mbit "garantiti", scritti in corpo 7, con inchiostro grigio perla. Quando va bene. Quindi, per fare disdetta senza pagare una penale, è necessario che la vostra linea sia davvero una bavosa lumaca che striscia sulle begonie del vostro giardino.

Va bene, apprezziamo lo sforzo, Nemesi non è perfetta, ma può anche funzionare. Ma, non sarebbe stato meglio impedire ai gestori di usare due diverse velocità, una per la pubblicità, l'altra per il contratto? Non sarebbe meglio obbligare i gestori ad usare lo stesso metodo misurazione della banda a monte? Cioè quando si confeziona l'offerta? Così sappiamo da subito cosa ci aspetta?
E' bello sapere che possiamo appellarci ad un 'giudice' che ci tutela. Ma io preferirei evitare di sottoscrivere un contratto, passare un paio di mesi ad ululare contro la congiura pluto-giudaico-massonica, perdere una settimana a fare test, inoltrare tutto a chi di dovere, aspettare che mi rispondano ed autorizzino la disdetta, fare un contratto con un nuovo operatore ed infine …ricominciare tutto da capo.
Pubblicato il 25/11/10

I commenti:

Michele Vitale, il 25/11/2010 alle 16:07, ha scritto:
beh d'ora in avanti, almeno, nessuna potrà incolpare i router per la lentezza della connessione. Grazie alla lungimiranza della nuova normativa in materia (vedi link sotto). Ah, Edenio: conoscendo la tua passione per i delicati oggettini informatici, ti consiglierei anche di evitare di toccarli, poveri. O rischi una multa da 150.000 euro... http://www.tomshw.it/cont/news/montare-un-router-in-casa-non-si-puo-rischi-la-multa/28266/1.html
Edenio, il 26/11/2010 alle 11:40, ha scritto:
L'ho letta anch'io quella cosa. Sono sospeso tra due giudizi: 1) E' troppo stupida per essere vera, ai giornalisti/blogger deve essere sfuggito qualcosa. 2) E' troppo stupida per essere vera, avrò capito male io.

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