Edenio Rosati
Edenio Rosati

Una lente sul mondo

Non è per vantarmi, ma io ho una straordinaria capacità di prevedere il futuro. No, non sono in grado di sapere quando la Juventus vincerà di nuovo lo scudetto o quando Berlusconi deciderà di abbandonare la politica. Sono eventi troppo lontani nel tempo. Ammesso che questi eventi davvero accadranno prima che i cavalieri dell'Apocalisse comincino il loro carosello sulle umane praterie.
Datemi una tecnologia ancora imberbe, un embrione, una scintilla di idea ed io emetterò una sentenza: avrà successo, sarà un flop, diventerà dominante, non se la filerà nessuno. E' già successo molte volte in passato e chiunque mi è stato accanto può testimoniarlo senza tema di smentita.
Ad esempio, nel lontano 1992, quando i telefonini erano ancora grandi e pesanti come matton ed erano in mano solo a manager ed agenti di commercio, io ebbi ad emettere una sentenza storica: "è un mercato saturo, chiunque aveva bisogno di un telefonino, l'ha già comprato". Ho le prove. Ho detto davvero così.
Ancora prima, quando internet era ancora un balocco di ricercatori universitari, fui uno dei pochi ad oppormi ai facili entusiasmi. A mio avviso non era economicamente sostenibile collegare tutte le case e gli uffici d'Italia e, comunque, all'italiano medio, non fregava assolutamente nulla di collegarsi al CERN. Previsione centrata in pieno.

Va bene, lo ammetto. Il mio pessimismo cosmico qualche volta mi prende la mano e mi impedisce di avere fiducia negli uomini. Non è che non credessi nelle tecnologie, al contrario, ero assolutamente convinto che potessero arrivare dove sono arrivate ed anche oltre. Semplicemente ero scettico, molto scettico sulla capacità dell'uomo medio di assorbirle.
C'è solo una tecnologia sulla quale ho avuto un atteggiamento sempre dubbioso e perplesso: la traduzione automatica. Forse è colpa della mia "formazione accademica", non saprei, certo ho sempre pensato che non esisterà mai un traduttore automatico perfetto.
La mia previsione rimane ancora sensata. Le traduzioni dei testi 'tecnici' sono ormai quasi perfette, ma se ci spostiamo su articoli di giornale o letteratura, anche i programmatori di Google devono alzare le mani. Non ci sono più gli umoristici strafalcioni di un tempo, ma la perfezione è ancora parecchio lontana.
C'è dell'altro. Se tradurre dei testi scritti sul web o comunque su un pc è in qualche modo semplice, le cose si complicano parecchio nella vita reale. Capire cosa ci sta dicendo il venditore di tappeti marocchino nella casbah di Casablanca è quello che serve. Abbiamo bisogno di uno strumento in grado di comprendere le indicazioni di un vigile giapponese ad un incrocio di Osaka. E' ancora presto per questo.
E' ancora presto anche per uno strumento che inquadri un cartello con le istruzioni per l'accesso in museo vietnamita e le traduca nella mia lingua, un attrezzo con il quale mirare il menu di un ristorante armeno così che io possa capire cosa sto per inoltrare al mio povero stomaco.

Era ancora presto. Stamattina però ho scoperto che forse mi sbagliavo, non sarebbe certo la prima volta. Se questa cosa qui sotto è vera, mi mangio le pantofole, crude.
Guardate un po' voi, si chiama World Lens, io intanto mi procuro del sale, le pantofole insipide non le ho mai digerite:

Pubblicato il 17/12/10

I commenti:

yt, il 17/12/2010 alle 13:16, ha scritto:
Bè, è solo spagnolo-inglese, sarebbe stato davvero notevole se avesse tradotto qualsivoglia lingua nella lingua selezionata. Comunque, è abbastanza notevole, decisamente :)
Gianfranco, il 17/12/2010 alle 14:42, ha scritto:
Se vuoi sperare di evitare la dieta delle pantofole (spero almeno tu non sia aduso indossare le crocs...) prova a invitare gli sviluppatori a rendere disponibile una versione italiano-english. Ai primi cartelli stradali dell'Anas o ai testi di un'intervista a Di Pietro il sistema andra in crash... puoi giurarci!
Edenio, il 17/12/2010 alle 15:59, ha scritto:
E' ancora acerbo. C'è solo spagnolo/inglese e non è neanche tanto bravo a tradurre. Usa solo le maiuscole e devi essere piuttosto fermo con l'iPhone, però... Però io ricordo ancora quando vidi la grafica del primo Mac, 512x342 B/N, senza neanche i toni di grigio, ma sembrava stupefacente. Da allora i monitor sono arrivati a risoluzioni venti volte superiori con milioni di colori. E' solo l'inizio.

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