Edenio Rosati
Edenio Rosati

Una serena vecchiaia

Quando ci si può dichiarare ufficialmente vecchi?
Superati i 45? I 50? O quando si va in pensione?
O forse non bastano i parametri anagrafici, forse si diventa vecchi quando di comincia a fare le cose che abbiamo sempre visto fare ai nostri anziani: giocare a bocce, sedere su una panchina a discorrere coi coetanei, sovrintendere con le mani giunte dietro alla schiena ai lavori di riparazione di una tubatura in pieno centro o, ancora meglio, guidare con il cappello in testa.
No, non faccio ancora nulla delle cose di cui sopra. Anche se un pensierino alle bocce lo sto facendo da un po'.
Ci sono! Si comincia a diventare vecchi quando si rimpiangono i bei tempi andati e si maledice il maledetto progresso. Quando insomma si cominciamo ad inanellare la nostra collanina di tante piccole perline colorate del tipo: "di questo passo dove andremo a finire?", "i giovani di oggi non vogliono lavorare", "ai miei tempi …".

Ecco, dichiaro ufficialmente che il mio ingresso nella senilità è procrastinato a data da destinarsi (per la relativa demenza però mi sto attrezzando in anticipo).
Cos'è che mi ha rivelato questa gioiosa verità? La mia favorevole reazione ad una notizia non recentissima, ma scoperta in questi giorni. Pare che gli studenti dell'Oregon d'ora in poi potranno servirsi dei correttori ortografici per correggere le loro nefandezze scritte nei test scolastici. In pratica, gli studenti dell'Oregon potranno anche non sapere come si scrive in inglese "trialometano" , tanto ci penseranno i correttori automatici a mettere vocali e consonanti al posto giusto.
Qual è la motivazione di fondo? Apparentemente inappuntabile, non si valuta come si scrive, bensì cosa si scrive; il contenuto è più importante del contenitore. Secondo i responsabile dell'Istruzione dello Stato dell'Oregon, quando quei giovani si ritroveranno nel mondo del lavoro, non avranno alcuna necessità di conoscere l'ortografia delle parole (oggettivamente più complessa dell'italiano) proprio perché potranno usufruire dei correttori ortografici. In conclusione, sapere l'ortografia fa guadagnare? No. E allora buttiamola nel cesso.
Conoscere la letteratura non ingrassa il portafoglio, sapere di Cesare, Napoleone o Mussolini non ha mai arricchito nessuno, tranne forse Enzo Biagi ed Arrigo Petacco. E allora, via! Ribaltiamo Cartesio. Altro che "cogito, ergo sum", è tempo di "lucro, ergo sum".
E chi sono io per confutare cotanta saggezza? E perché dovremmo accettare le calcolatrici, ammettendo di fatto l'incapacità dei nostri studenti di effettuare a mano una radice cubica di un numero decimale, e non accettare un correttore ortografico?

E così sia allora! Non è stato sempre possibile consultare un dizionario in un compito di italiano? Vada anche per il correttore ortografico, ma dirò di più, durante gli esami di Stato mettiamoci anche Google, Wikipedia, Youtube e pure Youporn. Crepi l'avarizia!
Tutte queste storie sulla pessima qualità della Scuola, soprattutto italiana, sono fandonie messe in giro da vecchi bacucchi inguaribilmente nostalgici di una gioventù perduta, cariatidi inamovibili incapaci di guardare oltre il proprio naso. E' il progresso, è la nuova frontiera. Tutto quello che non produce fama e ricchezza deve essere bandito o, al massimo, lasciato a quei quattro sfigati occhialuti che pensano di poter cambiare il mondo leggendo Goethe e Baudelaire e che pensano a George Orwell quando sentono 'grande fratello'.
Quanto può essere grave non saper scrivere in corretto italiano (o inglese) e non usare in maniera appropriata congiuntivi e condizionali? Ha per caso fermato l'ascesa di politici ed imprenditori? Giammai. Copiare di sana pianta da internet leggi e dichiarazioni ha forse mai nuociuto a sindaci e sindacalisti? Scrivere pezzi copincollando dai comunicati stampa senza neanche preoccuparsi di controllare ha mai fermato un giornalista? Direi proprio di no. Bando quindi agli inutili formalismi, andiamo dritti al nocciolo, impariamo finalmente ad aggirare gli orpelli, il politically correct, qualsiasi fronzolo barocco che non serva a far trillare il registratore di cassa.

Dimenticavo, c'è una ragione in più che mi spinge ad appoggiare questa legge e tutte le altre che verranno e che ridurranno ulteriormente la capacità dei nostri giovani di pensare, di ragionare con la loro testa, di succhiare linfa dal passato e produrre nuovi frutti per il futuro.

C'è una ragione fondamentale: una serena vecchiaia, un brillante futuro lavorativo senza il timore della concorrenza da parte di giovani troppo in gamba.
Pubblicato il 04/01/11

I commenti:

Antonio, il 04/01/2011 alle 16:44, ha scritto:
Sei sarcastico vero? Perché non è che si capisce tanto.
Edenio, il 04/01/2011 alle 16:51, ha scritto:
Certo che sì. L'ho riletto, forse hai ragione. Magari dovevo essere un po' più chiaro. Tra l'altro, rimanga tra noi, non credo che nell'Oregon intendessero davvero affermare quello che ho scritto. Diciamo che ho un po' estremizzato, ma come si dice, perché rovinare una bella teoria con dei banalissimi fatti?
Carlo (Carletto), il 20/02/2011 alle 07:26, ha scritto:
Prima di tutto Buongiorno, ho appena visto e sentito la Vostra e.mail dei 150 anni dell'unità d'Italia. Bellissima, trasmette emozioni dove la commozione è primaria. Bravi. Faccio parte di un gruppo di anziani aziendale (volontario) e la prossima assemblea di aprile manderemo il Vostro messaggio che, in in poco meno di 3 min. è il sunto dei 150 anni della Ns/ bella Italia. Bravissimi!!!
Tiziana, il 22/02/2011 alle 12:47, ha scritto:
Interessante pezzo tra ironia e tragedia... Che cosa poteva aggiungere per essere più chiaro? Non succede molto di più di quello che ha scritto e non lo constatiamo tutti i giorni della nostra vita? Vada avanti così! Coraggio e complimenti per la sua chiaezza.
Edenio, il 22/02/2011 alle 13:10, ha scritto:
Tiziana, La ringrazio molto. Ho sentiti molti termini per definire il mio modo di scrivere (e parlare), ma non avrei mai pensato che potesse essere usata la parola "chiarezza". Pensi che qualcuno mi ha anche preso sul serio per quest'articolo!
Dario, il 05/03/2011 alle 19:50, ha scritto:
Bravi, il vostro augurio è "alto". Sono archeologo e museologo; spesso ho scritto "conserviamo cieli blu per i nostri figli e per i figli dei nostri figli" o, nei congressi " blue sky for our children and children's children" Viva l'Italia Unita
gloria, il 09/03/2011 alle 11:20, ha scritto:
Buongiorno ed ancora complimenti per il fantastico messaggio augurale del 150° dell'Unità d'Italia : anche i più beceri , in azienda e fuori, avevno gli occhi lustri alla fine!! Ed aggiungo i complimenti all'articolo sulla vecchiaia : ho superato (di poco) i 50 ma sono certa che non giocherò a bocce, non criticherò a caso i lavori degli altri in strade e piazze, non guiderò con il cappello ed anche non passerò le mie giornate ciondolando nei centri commerciali ! Ma approfitterò in vecchiaia (ma lo faccio già tuttora) per continuare a leggere buoni testi di buoni autori italiani per percepire l'eco di un Italiano perfetto e goderne. Un saluto e buona giornata
moni, il 10/03/2011 alle 13:29, ha scritto:
Buongiorno. E' giunto anche a me il vostro bellissimo messaggio per i 150 anni di Italia. Gli occhi lucidi non sono dovuti ad una giusta nostalgia, anche, ma di più alla rabbia della consapevolezza di come possano esserci nel nostro paese personaggi che ci vogliono divisi e contrapposti. Inoltre, ho superato i 50, sono nonna ...chi ha detto che l'Italia era fondata sui nonni, che erano un punto di forza e di memoria?? i nonni sono una razza in via di estinzione come i panda, perchè devono stare a lavorare fino a vecchi e i giovani a spasso....povera Italia.

Lascia un tuo commento:

Nome:
eMail (opz.):
Commento:
Solo per assicurarci che con sei un computer. Risolvi questo: + =