Gianfranco De Gregorio
Gianfranco De Gregorio

Facce di bronzo!

Non c'è chirurgia plastica né miracoloso ritrovato della cosmetica che possa intaccare i riflessi invidiabilmente bronzei del viso dei giornalisti italiani, che sfoggiano abitualmente una tinta da catalogo di un centro abbronzante. E, sia ben inteso, non solo nei periodi post-festivi come questo... Perché non del frutto di una prolungata esposizione ai raggi solari su qualche vetta alpina che si tratta, ma di una caratteristica permanente e duratura del professionismo dell'informazione. Un elemento così evidente, quello del possesso di una "bella faccia di bronzo" che suppongo i candidati debbano appositamente esibirne una durante l'esame di ammissione all'Ordine dei Giornalisti!

Certo, come per tutte le "abbronzature", anche per quella del viso dei giornalisti made in Italy esiste una gamma, che va dal giallastro terra d'ocra sino al bronzo puro e lucente, utile a proteggere le proprie (virtuose e dunque delicate) sembianze dal diverso livello di sfacciataggine necessario ad affermare ciò che (spudoratamente) affermano. E il livello di protezione più elevato, quello corrispondente allo stato più naturale ed autentico del nobile metallo, è quello che i nostri professionisti dell'informazione sfoderano quando si inerpicano sulle insidiose (ed ipocrite) vie del "giornalismo d'inchiesta".

La protezione che esso offre alle loro performance inquisitive si sostanzia infatti nelle seguenti tre "proprietà" professionali del giornalista d'indagine italico:

  1. la superficialità, ovvero l'attitudine, da parte dell'autore di un pezzo (non importa se su carta stampata o in tv o sul web) a diffondere contenuti a lui solo approssimativamente noti e il cui argomento, tecnico o meno, egli ignora del tutto;
  2. il pulpitismo, ossia la posizione abitualmente assunta dal giornalista nostrano rispetto agli argomenti trattati ed ai soggetti cui il pezzo è rivolto, ai quali entrambi egli è sempre totalmente estraneo (quasi fosse un entità sovrannaturale) e come tale può concedersi il lusso di esprimersi sistematicamente come giudice terzo, incolpevole ed imparziale, che tutti condanna salvo evidentemente sè stesso e i suoi colleghi (Canis caninam non est);
  3. il sennodipoità, cioè la facoltà esclusiva di esprimersi "dopo" che le cose sonno avvenute, godendo del vantaggio di poter esprimere opinioni (e giudizi critici) sulla base assai comoda ed incontestabile della realtà piuttosto che su quella ben più scomoda e rischiosa della previsione. L'efficacia di tale proprietà appare altresì rinforzata da un corollario specifico noto come la "logicadelquotidianesimo" in virtù della quale le affermazioni del giornalista valgono per il giorno in cui sono espresse (sulla base appunto del senno di poi...) e pertanto sono al riparo da qualsiasi imbarazzante o inopportuno confronto con le cose diverse eventualmente affermate nei giorni precedenti.

Basta sfogliare i quotidiani o fare zapping col telecomando tra i telegiornali locali e nazionali per trovare ogni giorno esempi di ricorso ineffabile al bronzismo facciale da parte dei giornalisti annidati in ogni angolo dello Stivale, per questo, durante le mie recenti vacanze di Fine Anno ho deciso di "staccare la spina" e sottrarmi, almeno per qualche giorno, all'alluvionale ipocrisia dell'informazione professionistica nostrana. Ne ha goduto il mio spirito senza che ne soffrisse affatto la mia conoscenza (e consapevolezza) delle cose che mi accadono intorno!

Ma ieri ho dovuto cedere. L'imminente ritorno alla normalità feriale mi ha imposto di bere la cicuta mediatica e, visto che dovevo mandarla giù, ho preferito ingoiare subito la parte peggiore... Ho sfidato la fortuna passando temerariamente indenne tra i titoli di SkyTG24 e la copertina del TG3, ma quando ho osato il triplo mortale all'indietro (leggasi una passata sui canali Mediaset) sono inevitabilmente caduto. E con tanto di inganno, visto che stavolta l'"indagine" giornalistica si è presentata sotto le rassicuranti sembianze di un pezzo sull'argomento clou degli interessi dell'italiano medio: il campionato di calcio di serie A. Dunque la giornalista in questione (sul sesso sono certo, sull'identità molto meno, sarà colpa di tutto quel bronzo sulla faccia...?), durante il TG5 delle ore 13 si lancia in un convinto e coraggioso "J'accuse" del nostro passatempo nazionale. E per farlo prende spunto dal (gravissimo) incidente di gioco accorso al giocatore della Juventus e della Nazionale Fabio Quagliarella (rottura del legamento crociato e stagione agonistica praticamente già finita) che, a dire della nostra informatissima e coscienziosa professionista, sarebbe avvenuto per colpa nientemeno "...del ritmo esasperato con cui si gioca, che costringe i giocatori a scendere in campo praticamente ogni 3 giorni" e per avvalorare la sua tesi inserisce nel servizio un'intervista ad un esperto traumatologo che afferma, senza tentennamenti, che alle articolazioni di un calciatore sono necessarie almeno 5-7 giorni di riposo tra un impegno agonistico e l'altro per il recupero post stress. Cosa c'è dunque da obiettare? Il servizio è serio, la tesi è scientificamente sostenuta, sarò mica un filino prevenuto? Peccato che Quagliarella si sia infortunato il giorno dell'Epifania, cioè il 6 gennaio, e la partita precedente l'aveva disputata il 19 dicembre ben 18 giorni prima... E vai con la superficialità!

Ovviamente il servizio della giornalista mediasettara, che dando sfoggio di serietà sottolineava quanto fosse importante preservare con i giusti ritmi nel calendario l'incolumità degli atleti, non andava in onda il giorno della presentazione del nuovo campionato di Serie A, nè a corredo dello speciale sulla Champions League, ma esattamente un giorno dopo l'infortuno a Quagliarella, in modo da omaggiare anche il suo innato sennodipoità!

Ma il clou del servizio, vero acme della professionalità giornalistica made in Italy, è arrivato subito dopo quando la nostra Cato in gonnella ha lanciato i suoi strali contro i veri responsabili di un calcio dal calendario così affollato e, di conseguenza, contro coloro che sono moralmente responsabili dell'infortunio occorso al giocatore napoletano (e di quelli subiti da tutti gli altri). Senza mostrare alcun tentennamento né paventare il minimo dubbio la nostra ha additato "...coloro che hanno trasformato il calcio in un business, che costringono squadre e giocatori a scendere in campo sempre più frequentemente, in ossequio alle esigenze degli sponsor". Incredibile. Che acutezza, che coraggio...! Una vera lezione di giornalismo d'inchiesta, scomodo e responsabile. Sono ammirato!

Ma siccome sono anche un pò prevenuto (e malizioso) sono andato a leggere i dati dell'Auditel ed ho scoperto, guarda caso, che nella classifica delle trasmissioni di maggior successo messe in onda dalle reti Mediaset negli ultimi 10 anni, le partite di calcio occupano i primi posti. Vuoi vedere, mi sono detto, che tra coloro che "...coloro che costringono squadre e giocatori a scendere in campo sempre più frequentemente, in ossequio alle esigenze degli sponsor" ci sono anche le TV per le quali lavora la nostra integerrima professionista? E che dunque tra i tanti responsabili, sia pure indirettamente, degli infortuni come quello di Quagliarella, la nostra brava giornalista ha accuratamente evitato di indicare anche sé stessa ricorrendo al buon vecchio pulpitismo?

Purtroppo sono domande retoriche, quelli che i saggi latini, quelli veri, avrebbero introdotto col "nonne". A noi, di quella tradizione culturale senza pari, purtroppo sembra essere rimasta solo l'attitudine ad usare il bronzo. Per metterselo in faccia.

 

Pubblicato il 09/01/11

I commenti:

elena, il 17/03/2011 alle 22:25, ha scritto:
" Po' " va con l'apostrofo e non accentato e "se stessa" va senza accento. Se fate comunicare così anche i clienti... Comunque il sito è bello. Bye bye.
Gianfranco, il 18/03/2011 alle 09:53, ha scritto:
Touché (l'accento è giusto?)! Grazie Elena, soprattutto perché ha chiuso un occhio su una sfilza di neologismi cacofonici da brivido. Saranno stati questi equilibrismi dialettici a farmi scivolare su apostrofi ed accenti? Comunque stia tranquilla, i nostri clienti hanno sempre pronto il lapis rossoblù :-)

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