Edenio Rosati
Edenio Rosati

The shoemaker with broken shoes

Come e perché siamo mancati dal web per così tanto tempo.

Certo è paradossale. Un'azienda che predica il web come modalità principe della comunicazione non ha un suo sito web.
La faccenda di predicare bene e razzolare male è piuttosto diffusa, anche in ambienti più seri del nostro. Per quanto paradossale quindi, la cosa è molto comune. E' una sindrome che i ricercatori del MIT (Massachussets Institute of Technology) definiscono nelle loro pubblicazioni accademiche: "The shoemaker with the broken shoes".
Il nostro sito è stato parecchi mesi fermo con un cartello che annunciava un prossimo 'grand opening'. Il problema è che niente sarà in grado mai di soddisfare la nostra ansia da prestazioni: "non è abbastanza bello, troppo statico, troppo dinamico, troppo serio, poco serio, troppo questo, poco quello".
Predichiamo da anni la subalternità dei contenuti al contenitore e poi siamo i primi a cadere nel tranello di volere un sito che stimoli al visitatore un "ohhhh" di sorpresa, stima e, perchè no, ammirazione e venerazione.
Ma noi non siamo così. L'aspetto estetico è fondamentale, ma non primario. Allora, dopo aver finalmente deciso di mettere i contenuti al primo posto, una volta sbloccato l'empasse del layout grafico, siamo partiti ed arrivati in un amen. In due settimane, anche meno, usando i ritagli di tempo, siamo arrivati a quello che avete sotto gli occhi. Un sito che fa delle nostre opinioni la colonna portante. Ho volutamente evitato il termine 'blog', perché non vorrei che sembrasse il solito cavalcare la tigre della moda corrente.
Ad oggi non si può ancora dire che si tratti di un lavoro concluso. Ma sarà divertente venirci a trovare. Abbiamo parecchie idee e molte più opinioni. E non abbiamo intenzione di annoiarvi.
Pubblicato il 16/04/08

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