Edenio Rosati
Edenio Rosati

La matematica non è un pignone

Riflessioni sulla scarsa familiarità coi numeri

Non sono un patito della matematica, non so cos'è la deviazione standard e, per me, gli integrali sono biscotti con un sacco di fibre.
Però alle percentuali ci arrivo.
E siccome le percentuali non sono altro che una combinazione di moltiplicazioni e divisioni, mi aspetto che ci arrivi anche chi fa il maniscalco, o addirittura un giornalista.
Invece puntualmente ogni fine mese, quando si snocciolano i numeri dell'inflazione si sentono (soprattutto in tv) frasi del tipo: "l'inflazione media è stata del 1,1%, la città più cara è Oristano dove si è raggiunto l'1,2%".
Evidentemenre non è la più cara, magari è quella dove c'è stato un maggior incremento dei prezzi, ma andrebbe (perdonatemi il condizionale) valutato anche il punto di partenza prima di proclamare che quella è la città più cara.
Se un kilo di pane costa 2 euro a Oristano, mentre a Milano costa 3, per poter parlare di città più cara bisognava che l'inflazione fosse almeno del 50%.
Non pretendo che il giornalista faccia un'indagine tutti i mesi per conoscere qual è la città più costosa. Tra l'altro credo sia proprio impossibile stabilirlo. Mi accontenterei che usasse un'altra formula, tipo: "la città che ha registrato il maggior incremento dei prezzi".
Si lo so. E' un dettaglio. Una sottigliezza, Una minuzia linguistica. Ma, a occhio e croce, lo strumento principe di un giornalista sono le parole (scritte o dette), se non le sa usare, mi domando cosa gli rimane.
Ma non sono solo i giornalisti a peccare di scarsa familiarità coi numeri.
Giorni fa abbiamo letto un Bando di una Gara di Appalto nel quale la formula per la determinazione del punteggio era sbagliata. Invece di assegnare un punteggio variabile da 0 a 40, produceva anche numeri negativi che ovviamente rendevano del tutto inutili gli eventuali punteggi positivi della proposta tecnica (da 0 a 60). Chi conosce i meccanismi delle gare di appalto pubbliche avrà compreso, gli altri si fidino del sottoscritto: una boiata pazzesca. Teoricamente era possibile che vincesse anche un'azienda che presentava un foglio bianco come proposta tecnica, ma che avesse un prezzo così basso da rendere negativi quelli dei suoi concorrenti. Un errore grossolano.
Fossi un cittadino di quel comune mi preoccuperei non poco. Se questi non sono capaci di mettere in piedi una percentuale, come fanno a far quadrare i conti pubblici?
Come dite? Non era un errore? Ah sì, ho capito. Secondo voi era tutto organizzato. No, io non ero arrivato ad immaginarlo. Però ora che mi ci avete fatto pensare…
Pubblicato il 11/07/08

I commenti:

Curioso, il 11/07/2008 alle 12:09, ha scritto:
Ma come fanno ad uscire numeri negativi? E' poco chiaro. Se fosse davvero così la gara andrebbe invalidata.
Edenio, il 11/07/2008 alle 15:16, ha scritto:
La formula era questa:
P = 40 - ( 100 x ( Ve - Vm ) / Vm )
P =punteggio
Ve=Offerta economica nostra
Vm=Offerta minima
Ipotizzando che io chieda 80 (Ve) e che invece un concorrente chieda 50 (Vm) avremo:
Pa= 40 - ( 100 x ( 80 - 50) /50)
Pa= 40 - ( 100 x 30 /50)
Pa= 40 - ( 60)
Pa= -20
Negativo! Mentre il concorrente che ha chiesto 50 avrebbe preso +40, cioè 60 punti di differenza. Non avremmo avuto una possibilità di vincere neanche nel caso loro avessero fatto un'offerta tecnica illegibile e noi una perfetta (60 punti sui 60 a disposizione).
La risposta quindi è: sì, andrebbe invalidata e gli estensori del bando rimandati a settembre in matematica.

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