Edenio Rosati
Edenio Rosati

C'è del metodo in questa pazzia?

Logiche illogiche per i parcheggi a pagamento

Qual è la logica che muove i Comuni nel definire le tariffe dei parcheggi a pagamento? Vorrei scusarmi innanzitutto con i lettori più sensibili, so che il linguaggio non è esattamente adatto ad educande, l'uso delle parole 'logica' e 'Comuni' nella stessa frase è una specie di bestemmia e me ne scuso.
Allora che logica c'è?
Prendiamo il caso di un parcheggio a pagamento di una città che frequento abitualmente.
Devo fermarmi per una veloce puntata ad un'agenzia di assicurazioni, prevedo di metterci dieci minuti, forse meno. Giro per qualche minuto, non ho particolare fretta e, proprio per questo, mi si libera un posto davanti. Mi ci fiondo come uno Stukas con una manovra da brividi, si sono sentite le urla dei paraurti terrorizzati per l'imminente impatto. Niente impatto, per fortuna.
Mi avvicino al parkimetro (o parkometro?) e leggo: "Prima ora 80 cent, ore successive 20 cent". Ma come? Non si dovrebbe incentivare il ricambio, il turnover dei posti ed al contrario disincentivare quelli che inchiodano i copertoni all'asfalto lasciando il loro pezzo di lamiera per tutto il giorno a rosolare? Pensavo che la logica fosse quella. Invece facendo i conti: un'ora costa 80 cent se stai un'ora, costa invece 22 cent se ce la lasci per 10 ore di fila.
Direi che i conti non mi tornano. Si ottengono contemporaneamente due risultati: meno posti disponibili, meno soldi in cassa. Una perfetta combinazione. Fatemi conoscere l'artefice, voglio vedere che faccia ha. O almeno con che faccia mi giustifica la mossa astuta.
Putroppo però non è finita qui. Da bravo cittadino infilo 40 centesimi nella apposita fessura, potrebbe esserci gente in agenzia, meglio pagare per mezz'ora. Invece, con mio sommo disappunto il display mi sbeffeggia con un lapidario "importo insufficiente, pezzente, vai a lavorare!". No, la scritta non era proprio così, ma sotto sotto il parkimetro l'ha pensato davvero.
Quindi non solo qualche genio incompreso seduto in un freddo e disadorno ufficio comunale pensa bene di incentivare la sosta lunga, quasi eterna, ma trova anche il modo di impedire totalmente la sosta breve. Fossi uno psicanlista ci vedrei una subconscia ansia da prestazioni, un'incoffessata paura di essere associato alle sindromi di precocità che affliggono i suoi contatti con l'altro sesso. Ma, per fortuna di tutti, non sono uno psicanalista ed il tizio in questione semplicemente non si è fatto tutte queste menate. Vuoi stare dieci minuti? Paga l'ora intera, morto di fame, e non farti più rivedere da questi parti! O forse è ancora peggio. La mossa serve ad agevolare i commercianti che possono lasciare lì le loro auto, per tutto il giorno, con buona pace dei loro stessi clienti che, non trovando posto, finiranno per andare al centro commerciale anche per un litro di latte perché almeno lì c'è il parcheggio.
Alla fine come ho risolto? Ho accarezzato la tentazione di infilarci 2 euro e lasciare tra le strisce blu delle statuine in gesso di Biancaneve coi suoi bravi sette nani ed un foglietto accanto allo scontrino del parcheggio: "il posto è nostro per oggi, l'abbiamo pagato e stiamo qui finché non scade il tempo, cercati un altro posto!".
Ho avuto anche la tentazione di lasciarla lì, non pagare nulla e correre in agenzia sperando che i vigili fossero impegnati in altro (di nuovo scusate il turpiloquio, le parole "vigili" e "impegnati" nella stessa frase sono davvero troppo).
Alla fine ho messo gli 80 centesimi che mi chiedevano. Ho ceduto al ricatto. Ma mi piacerebbe tanto che qualcuno mi spiegasse se c'è davvero del metodo in questa pazzia.
Pubblicato il 19/11/08

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