Un gruppo di professionisti in prestito

Perché è importante come si lavora? Non è più importante l'obiettivo che si intende raggiungere? In fin dei conti la strada che si percorre può essere una qualsiasi, basta raggiungere la meta prefissata nel tempo richiesto. Vero, verissimo, oro colato.
Noi però avremmo una piccola controindicazione. Non sempre il cliente ha ben chiaro l'obiettivo. Molto più spesso ha delle priorità, un traguardo generico (abbassare i costi, eliminare gli errori, aumentare la produzione). Il risultato finale è invece un cocktail ben assortito di soluzioni software, formazione del personale, modifica delle procedure interne e via discorrendo.
Tutte cose che vanno decise insieme all'azienda/Ente, vanno realizzate e controllate assieme e, se è il caso, si decide assieme anche un cambiamento di rotta, magari non proprio una inversione, ma si decide, si realizza, si sperimenta e si corregge. Avanti così.
Siamo molto spesso a "casa" del cliente. Anche perché noi non conosciamo il suo mestiere. Abbiamo grossi problemi nel mungere vacche e non abbiamo molta familiarità nella gestione di un Liceo. Stare a casa del cliente ci consente di comprendere le dinamiche delle'azienda e di cogliere le opportunità ed intuire spazi per inserire innovazione e magari automazione. Ci permette quindi di entrare nei meccanismi aziendali evitando un pericolo sempre in agguato: mettere la tecnologia al primo posto e pensare che siano le persone a doversi adattare ad essa. Il rischio del rigetto da parte del personale è dietro ogni angolo e non ci sarà mai alcuna innovazione se tutta l'azienda non ne è profondamente convinta e compartecipe.
Tutto questo forse poteva essere scritto usando una sola parola: "consulenza". Ma ormai il termine è diventato così abusato da essere inteso dai più come un dispregiativo. Forse perché al termine della consulenza, raramente all'azienda rimane davvero qualcosa. Nel nostro caso invece i risultati sono quasi sempre tangibili. E soprattutto duraturi.