Realizziamo siti internet, portali ecommerce e ne gestiamo i contenuti. Lo facciamo dappertutto, ma soprattutto dalle nostre parti: Termoli, Campobasso, Isernia, Vasto, Lanciano, Pescara. Insomma in Abruzzo e Molise, ma se ci chiamate dalle Marche o dalla Puglia arriviamo di corsa.

Le newsletter

Ci basta aspettare i clienti davanti alla vetrina del nostro 'negozio'? Non basta a nessuno.
Possiamo essere bravissimi e realizzare siti sempre interessanti e utili, ma non possiamo aspettarci che la gente scriva il nostro indirizzo, magari più volte al giorno, al mese, all'anno, senza qualche spinta.
Non ci addentriamo neanche nella foresta inaccessibile della pubblicità, dei banner, dei link, del positioning. Altro che foresta, quella è una giungla dove vige l'omonima legge e dove si rischia di finire sbranati in un lampo da chi ha più soldi. Di questo argomento parliamo altrove.

Qui ci interessa dimostrare che una buona politica di 'push', consente di attirare l'attenzione di clienti ed utenti senza per questo incorrere nelle ire dell'ufficio acquisti.
Le newsletter sono uno splendido esempio di attività di basso costo ma ad alto valore in grado di convogliare utenti realmente interessati al prodotto/servizio.
Iscriversi ad una newsletter è oramai pratica comune. Si chiede l'indirizzo email, si promette solennemente di non rivedere l'indirizzo ad altri, si chiedono altre informazioni (non troppe altrimenti la gente scappa) et voila, abbiamo un visitatore costante del nostro sito, un visitatore noto, al quale invieremo aggiornamenti, news, calendari, magari gli auguri di Natale e per il compleanno.
Ogni volta lo inviteremo a visitarci, magari non lo farà sempre, ma se non gli diamo troppo fastidio continuerà a leggere le nostre sollecitazioni. Noi facciamo tutto questo. La redazione prepara il modulo di iscrizione, gli informatici predispongono il database, i grafici realizzano il layout, la redazione scrive il contenuto, gli informatici fanno in modo che la newsletter sia spedito all'indirizzo corretto. Vi sembra banale? Non lo è e certamente, senza di noi, i nostri clienti non lo farebbero.
Il contenuto delle newsletter dipende ovviamente da cosa il cliente 'vende'. Riteniamo che però, anche nel caso si tratti di prodotti con poco appeal, la newsletter renda vantaggi insperati. In fine dei conti il vero messaggio sottotraccia che inviamo al destinatario è "ci interessi". E nessun individuo, consumatore, cittadino è impermeabile ad un simile messaggio